AUGURI DI BUONA PASQUA

IL PRESIDENTE C.O.M.E.S.

CLAUDIO BECORPI

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in occasione delle FESTIVITA’ PASQUALI  nell’augurare serenità a tutti gli iscritti e alle loro famiglie, ricorda di programmare la presenza dei soci all’assemblea del 15 maggio 2010 a Vigarano Mainarda (FE) importante occasione per rinnovare l’organizzazione e l’attività della associazione dei Medici di Emergenza Sanitaria.

Sarà l’occasione di rinnovare l’impegno a difesa della figura del medico nel soccorso pre-ospedaliero in Italia; impegno diretto ed insieme con FIMEUC nei confronti delle istituzioni. Una difesa del ruolo e dell’importanza della figura “monospecialista” a garanzia dei percorsi assistenziali anche attraverso la definizione e la programmazione di percorso di aggiornamento e formativo.

Pertanto Si ricorda quanto sia importante per dare forza e mandato al COMES  rinnovare ed aderire all’associazione per l’anno 2010, sottoscrivendo la iscrizione presso i cordinatori provinciali o attraverso il portale www.comesemergenza.it 

 

IL PRESIDENTE  

L’UFFICIO DI PRESIDENZA E I CORDINATORI

AGURANO BUONA PASQUA

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Gli Atti di violenza a danno degli Operatori Sanitari

Evento Sentinella che richiede misure di prevenzione e protezione

 

La violenza a Scicli (Ragusa) ai danni della Dottoressa, percossa selvaggiamente e violentata nel corso del suo turno lavorativo notturno in qualità di Medico di Continuità assistenziale è un segnale di grave inciviltà, e sottolinea le condizioni di insicurezza, solitudine, rischio e vulnerabilità in cui ancora nel 2010,

lavora il medico di continuità assistenziale”. A dichiararlo è Cinzia Barletta Presidente della Federazione di Medicina di Emergenza-Urgenza e Catastrofi FIMEUC.

 

cinzia.jpgCasi di violenza ai danni degli operatori sanitari sono g troppo numerosi, sia nelle postazioni di Guardia Medica che di Pronto Soccorso, al Sud come al Nord di Italia, anche se mancano statistiche sulla diffusione del fenomeno. Gli infortuni con tipologia aggressione denunciati all’INAIL nel 2005 e accaduti nelle strutture ospedaliere sono stati 429, di cui 195 su medici. I medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono a rischio elevato in quanto si trovano ad operare a contatto diretto con il paziente e devono

gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività sia da parte del paziente stesso che dei familiari spesso in stato di vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo, specialmente se sotto leffetto di alcool o droga.

 

I servizi di Emergenza-Urgenza ed i servizi di continuità assistenziali sono le aree più a rischio. Prosegue Cinzia Barletta . E il recente episodio (Gennaio 2010) occorso nel Dipartimento di Emergenza di Novi Ligure nel quale il Medico di Emergenza, donna di 37 anni, è stato aggredito con un mezzi taglienti infetti

da un paziente provocando lesioni gravi e permanenti al volto e ad collo con grave rischio anche per la vita ne è testimonianza. Morti in verità ne abbiamo g contati, sempre donne, come in Puglia nel 1999 (Maria Motemuduro) e Sardegna nel 2003 (Roberta Zedda).

 

Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di prevenzione e protezione. Per questo motivo la Società Italiana di

Medicina di Emergenza Urgenza SIMEU, la p rappresentativa delle Associazioni membre della FIMEUC, ha collaborato efficacemente, g nel novembre 2007, alla elaborazione di Linee Guida per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari (www.simeu.it; www.salute.gov.it), emanate dal Ministero della Salute, area del Governo Clinico, Qualità e sicurezza delle Cure. Le raccomandazioni intendono incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi volti a prevenire gli atti di violenza e/o attenuarne le conseguenze negative (Raccomandazione N° 8). A seguito di questo documen to, l’evento sentinella “Morte o grave danno in

seguito a violenza su operatore deve essere segnalato secondo il protocollo di monitoraggio degli eventi sentinella del Ministero della Salute.

 

Gli operatori ospedalieri presentano un tasso di incidenza di aggressione non mortale pari a 9,3 per

10.000 contro un valore di 2 per 10.000 nei lavoratori delle industrie del settore privato.

Molti di questi episodi avvengono allinterno di ospedali, (Pronto Soccorso) strutture territoriali (servizi per

la tossicodipendenza, centri di salute mentale, servizi di continuità assistenziale, servizi residenziali e sociali). Occorre attivare misure di prevenzione per contrastarne loccorrenza.

Numerosi fattori concorrono all’incremento degli atti di violenza :

 

presenza di un solo operatore a contatto con il paziente durante visite, esami, trattamenti o gestione dell’assistenza in luoghi dislocati sul territorio ed isolati, quali i presidi territoriali di emergenza o continuità assistenziale, in assenza di telefono o di altri mezzi di segnalazione e allarme;

laumento di pazienti con disturbi psichiatrici acuti e cronici dimessi dalle strutture ospedaliere e residenziali;

la diffusione dellabuso di alcol e droga;

laccesso senza restrizione di visitatori presso ospedali e strutture ambulatoriali;

lunghe attese nelle zone di emergenza o nelle aree cliniche, con possibilità di favorire nei pazienti o accompagnatori uno stato di frustrazione per limpossibilità di ottenere subito le prestazioni richieste;

ridotto numero di personale durante alcuni momenti di maggiore attività (trasporto, pazienti, visite, esami diagnostici)

mancanza di formazione del personale nel riconoscimento e controllo dei comportamenti ostili e aggressivi;

scarsa illuminazione delle aree di parcheggio e delle strutture.

 

E necessario che ciascuna struttura sanitaria costituisca un gruppo di lavoro, elabori ed implementi un programma di prevenzione della violenza le cui finalità sono:

 

diffondere una politica di tolleranza zero verso atti di violenza, fisica o verbale, nei servizi sanitari e assicurarsi che operatori, pazienti, visitatori siano a conoscenza di tale politica;

incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi;

facilitare il coordinamento con le Forze di Polizia o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari;

assegnare la responsabilità della conduzione del programma a soggetti o gruppi di lavoro addestrati e qualificati e con disponibilità di risorse idonee in relazione ai rischi presenti;

affermare l’impegno della Direzione per la sicurezza nelle proprie strutture.

Il Gruppo di lavoro dovrebbe essere costituito da un rappresentante della Direzione Sanitaria, del servizio Prevenzione e Protezione, Gestione Risorse Umane, Gestione del Rischio Clinico, rappresentante della professione Medica ed Infermieristica individuato tra gli operatori delle aree p a rischio, un addetto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, un rappresentante del servizio di vigilanza

Compiti del gruppo di lavoro sono:

lanalisi delle situazioni operative, al fine della identificazione di quelle a maggiore vulnerabilità;

lesame dei dati relativi agli episodi di violenza verificatisi nella struttura;

la definizione delle misure di prevenzione e protezione da adottare;

l’implementazione delle misure individuate nel programma di prevenzione della violenza.

 

Ma qual è il punto di vista della struttura sanitaria Ospedaliera o territoriale sulle raccomandazioni emanate dal Ministero per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari?

Gli obiettivi descritti sono ritenuti prioritari, utili, raggiungibili?

Le strategie di diffusione di queste raccomandazioni sono state realmente efficaci?

Il Diritto alla salute dei pazienti deve essere strettamente associato al Diritto alla Sicurezza delle cure e degli operatori.

 

“La FIMEUC conclude la Presidente Barletta si adopererà per migliorare la diffusione delle Linee Guida emanate dal Ministero, per favorire la costituzione dei gruppi di lavoro e la formazione del personale sia nelle strutture di emergenza territoriali che Ospedaliere anche in collaborazione con gli Ordini dei Medici Provinciali e le organizzazioni sindacali.

 

 

FIMEUC

Federazione di Medicina di Emergenza Urgenza e delle Catastrofi

FORUM SANITA’ CASENTINO 2010

QUALE MODELLO DI SALUTE E DI EMERGENZA SANITARIA IN MONTAGNA

 

CIMG3136.JPGSabato 6 marzo 2010 presso il castello dei Conti Guidi a Poppi, in una sala posta alla sommità dell’antico maniero, si è svolto alla presenza delle Istituzioni regionali e locali il Forum Sanità Casentino.

 

La giornata organizzata dal “COMES TOSCANA”, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Arezzo,  ha permesso l’incontro e il confronto tra le professionalità che operano sul territorio e in ospedale con  le massime rappresentanze dirigenziali dell’azienda sanitaria USL 8 di Arezzo.

 

La giornata, con gli interventi programmati e il contributo dei presenti, ha analizzato quale sia ad oggi lo sviluppo e l’applicazione dei LEA e del piano sanitario regionale nell’offerta dei servizi e quanto questo incida sull’applicazione dei percorsi assistenziali territorio-ospedale e ospedale-territorio.

 

Tra gli argomenti, il passaggio più significativo della mattinata è stato quello della valutazione e dell’analisi di un’attualizzazione del sistema di soccorso in emergenza, con  interventi che hanno proposto quale dovrebbe essere il “modello sostenibile” di un dipartimento di emergenza urgenza che garantisca un pronto intervento, nella tempistica e  competenza adeguata, nonché l’attività nei pronto soccorso ed il trasporto per l’ospedale più idoneo al trattamento.

 

CIMG3092.JPGGrande interesse per la qualificata platea ha suscitato l’intervento della Dr.ssa Adelina Ricciardelli, che ha esordito affermando “ .. io non ho verità da proporre .. ma porto evidenze ..”  e proprio per l’esperienza condivisa nel COMES e nella FIMEUC che posso affermare che è dal territorio e non dalla porta dell’ospedale che occorre garantire tempistica e competenze al massimo dell’eccellenza.

 

Si è parlato poi di un modello dipartimentale di emergenza urgenza strutturato, organizzato e gestito con l’obiettivo di garantire e rispondere al bisogno di un soccorso tempestivo e competente. In questo modello solo l’equipe ALS (medico-infermiere) formata, addestrata ed esperta garantisce la risposta eccellente per il pronto intervento ed il trasporto nei tempi e nelle modalità migliori verso l’ospedale giusto per il bisogno acuto.

La presenza del equipe sanitaria è ancora più giustificata, nonostante la casistica, nelle zone disagiate “montane” dove la distanza delle località d’intervento dalle postazioni ALS e  dal pronto soccorso, la scarsa viabilità, la distribuzione demografica e le distanze  dai centri ospedalieri di eccellenza  possono pregiudicare la qualità del soccorso.

 

CIMG3093.JPGL’esigenza di una figura unica “monospecialista” di area, che lavora sia sul territorio che in pronto soccorso, è stata confermata e sostenuta con convinzione dal Dr. Marcello Montomoli, che ha auspicato e proposto la necessità di costruire dei percorsi assistenziali, partendo dalle evidenze e dalla raccolta dei dati con indicatori definiti e con il monitoraggio dell’outcome per migliorare la risposta ai bisogni di salute, auspicando la tracciatura di una  “road map” per il miglioramento della salute con il contributo di tutte le professionalità che operano e presidiano il territorio e l’ospedale, con  le istituzioni, gli amministratori di concerto con  cittadini  e i loro bisogni.

 

CIMG3074.JPGAlla tavola rotonda che ha concluso la giornata, è intervenuto il presidente  del COMES Dott. Claudio Becorpi, il quale ha auspicato che, laddove non sia ancora garantito un livello assistenziale con equipe ALS, si debba perseguirlo e realizzarlo, chiedendo, a chi oggi promuove la demedicalizzazione del territorio, di riflettere sulle evidenze e non obbedire a logiche che esulano da quelle di efficienza ed efficacia e che rispondono solo a ragioni di economicità, con il solo risultato di costruire dei pronto soccorso che assomigliano sempre di più a trincee di prima linea. Ovviamente ogni percorso dovrà essere misurato e verificato con i più moderni criteri di VRQ in modo da poter correggere eventuali inefficienze e allocare le risorse nel modo più congruo e coerente.

COMUNICAZIONE PRESIDENTE COMES

IL PRESIDENTE DOTT. CLAUDIO BECORPI

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SI COMUNICA A TUTTI I SOCI COMES, LA POSSIBILITA’ DI ADERIRE AI GRUPPI DI LAVORO ISTITUITI NELLA  FIMEUC.

L’ADESIONE AI GRUPPI DI LAVORO A NOME E PER CONTO DI COMES OLTRE AD ESSERE UN OCCASIONE DI CRESCITA ED ESPERIENZA PER GLI ISCRITTI E’ ANCHE CONSIDERATO DI GRANDE INTERESSE ED OPPORTUNITA’ PER ACCRESCERE LA CREDIBILITA’ DELLA ASSOCIAZIONE E DI CHI LAVORA NELL’EMERGENZA SANITARIA PREOSPEDALIERA

COMUNICAZIONE  SCARICA IL DOCUMENTO Richiesta%20partecipazione%20gruppi%20di%20lavoro.pdf

MILANO: Riunione coordinamento FIMEUC

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Il 29 gennaio 2009 come da programma si è riunito il coordinamento FIMEUC, primo incontro del 2010,  con un ampio programma di discussione e di lavoro da svolgere, presenti in rappresentanza di COMES, la dr.ssa A.Ricciardelli e il Dr. M.Marziali.

Dopo i cordiali saluti dei membri del coordinamento il presidente C. Barletta ha voluto iniziare con i saluti e spiegando ai presenti sulla presenza della dr.ssa  A.Ricciardelli e la necessità che ella indicata dal COMES assumesse l’incarico di segretario FIMEUC in sostituzione del Dr S. Di Giorgi.

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Il presidente FIMEUC ha avuto parole di ringraziamento per il lavoro che Di Giorgi con COMES ha fatto per FIMEUC ed ha espresso personalmente la sua e quella dei membri del coordinamento la stima e gli auguri per una pronto ritorno in campo a contributo ed al fine di raggiungere i comuni obiettivi.

Le problematiche che sono state affrontate nella riunione, hanno visto la decisione di sviluppare un sito della FIMEUC, per avere massima visibilità ed uno strumento di comunicazione interno ed esterno, moderno ed attuale, che permetta una completa interazione tra società e utenti fra membri della federazione, tra i singoli operatori ed iscritti.

 

Hanno contribuito ed è stato preso impegno dall’addetto stampa e da un tecnico web l’incarico di proporre una piattaforma web da valutare e che trovi il suo indirizzo, già presente, su www.fimeuc.org

Altro argomento è stata decisa la modalità per comunicare la nascita e le attività della federazione alle istituzioni nazionali e regionali, alle università, alle società scientificheIMG_0478.JPG internazionali e nazionali, alle OO.SS. agli ordini; sarà compito della segreteria eseguire ed inoltrare la comunicazione nel più breve tempo.

Argomento centrale della giornata è stato la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno farsi carico di tutte le problematiche attuali e quelle future che la federazione dovrà affrontare. Gruppi di lavoro composti da membri delle società Fimeuc, aperti al di là dei componenti del coordinamento, in modo da essere operativi, lavorando in modo snello con obiettivi finali che devono essere quelli di produrre documenti a portare all’attenzione della federazione in modo periodico permettendo cosi di valutare i lavori in “progress”.

 

I gruppi di lavoro attualmente individuati e da organizzare nei componenti, tenuto conto delle professionalità e delle competenze, sono stati attualmente individuati:

–    Standard Organizzativi e Strutturali in Medicina di Emergenza – Territorio-Ospedale

–    Clinical Risk Management – Tutela Professionale del Medico di Emergenza

–    Tutela Giuridico Amministrativa del Medico di Emergenza

–    Formazione FIMEUC ed Ospedali di insegnamento: implementazione Rete formativa

      in Emergenza.  Proposta di Pacchetti Formativi FIMEUC. (Triage Pediatrico – Maxiemer.)

–   Crowding in Pronto Soccorso: Modelli di Gestione, Ricerca, Applicabilità

–   Maxiemergenza convenzionale e non Convenzionale.

 

Per la strutturazione e la composizione dei membri dei gruppi di lavoro è stato dato mandato ai presidenti delle singole società di individuare ed indicare il nominativo del membro del gruppo di lavoro di quella società, ricordando che la partecipazione e il contributo è aperto a tutti gli iscritti della società associata a FIMEUC.

I gruppi con i nominativi comunicati saranno composti e ufficializzati alla prossima riunione di FIMEUC che si terrà sempre a Milano il 5 marzo 2010.

EQUITA’ E QUALITA’ NEL SISTEMA 118

 

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Il Dr Claudio Becorpi, medico di Emergenza Sanitaria-118 esponente di vertice del COMES, nel suo intervento ad Arezzo su “Equità e Qualità del Sistema 118” è riuscito ha mettere il risalto quanto questi valori e principi “EQUITA’ E QUALITA’”, soprattutto nel soccorso sanitario, abbiano valenza perché l’offerta e la risposta ai bisogni soddisfino tempestività, appropriatezza, efficienza ed efficacia. 

Con l’intervento e le argomentazioni esposte dopo aver mostrato lo stato del sistema 118 regionale, nel rispetto dei valori e dei principi enunciati ha delineato  gli obiettivi generali da perseguire per recuperare le differenze tra sistemi 118, oggi organizzati in scala provinciale, proponendo il superamento delle visioni settoriali, rispondere a nuove sfide, rinnovare, qualificare gli standard.

Di fronte alla riorganizzazione della rete ospedaliera, complessa e necessariamente integrata, ecco che le differenze di modelli sono ancora più evidenti andando ad incidere in modo determinante sul percorso territorio – ospedale.

Ripensare ed elaborare un nuovo 118; nuove modalità di accesso ai servizi, nuova l’organizzazione della centrale operativa con nuove qualifiche del personale impiegato, pensarla per macro area “area vasta”; nuove modalità organizzative di intervento su territorio, una figura unica “specialista” che lavori nella fase pre che in quella ospedaliera.

Un esempio sarebbe l’adozione a livello regionale del “Dispach” che contribuirebbe a gestire ed ottimizzare la risposta alle richieste telefoniche di soccorso pervenute dal territorio il tutto per realizzare il “GOLD STANDARD” il paziente giusto nel tempo giusto nell’ospedale giusto.

OTTIMIZZARE il reclutamento delle professionalità per bandi e concorsi con unico profilo formativo, PREVEDERE l’accreditamento delle centrali operative, UNIFORMARE le centrali a sistemi omogenei per trasmissioni ed archiviazione dei dati.

Dr. Claudio  Becorpi  – Arezzo  5/12/2009   1^

 

Dr. Claudio  Becorpi  – Arezzo  5/12/2009   2^

 

AREZZO – SAN DONATO – 5 DICEMBRE 2009

 

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EQUITA’, QUALITA’ ED ETICA IN EMERGENZA SANITARIA

 

Alla presenza della Direzione Aziendale e Sanitaria dell’ASL8 di Arezzo, delle rappresentanze delle Istituzioni con al vertice il sindaco della città Avv.  Giuseppe Fanfani in occasione di un convegno organizzato con titolo “Quale percorso quale futuro territorio ospedale territorio”, è apparso a tutti i primi segnali di un nuovo interesse, un nuovo rinascimento per l’emergenza sanitaria preospedaliera e ospedaliera in Toscana.

CIMG2524.JPGSu equità, qualità ed etica in sanità si sono confrontati con argomentazioni puntuali ed attuali, le professionalità mediche del territorio, dell’emergenza sanitaria e della realtà ospedaliera confrontandosi e disegnando quale sia un percorso sostenibile per sviluppare una sanità che non perda i valori contenuti nei principi costituzionali ma trovando nuove modalità per garantire e promuovere sviluppo di salute.

Tra gli interventi più apprezzati, dalle rappresentanze istituzionali e soprattutto dai cittadini, sono risultate le relazioni del Dr. Claudio Becorpi e del dr. Marcello Montomoli che con le proprie esposizioni hanno disegnato idealmente, dopo una valutazione dello stato dell’arte del sistema di emergenza ed elencato i principi e gli obiettivi del sistema emergenza, quale percorso e la “road map” da seguire per implementare e realizzare un servizio di emergenza “attuale”, che garantisca sicurezza e i percorsi  “in emergenza urgenza” territorio-ospedale.

CIMG25286.JPGDa Arezzo è iniziato, nel rispetto di un’etica propria di chi lavora nell’emergenza sanitaria, un nuovo metodo che COMES-Toscana  proporrà e promuoverà per il sistema 118 e di emergenza sanitaria; sostenendo  “equità e qualità” nel servizio e nei percorsi terapeutico assistenziali territorio ospedale. Sarà così possibile sostenere ed affermare le finalità che si è data COMES e la FIMEUC a livello nazionale come il riconoscimento della presenza del medico di emergenza sanitaria nel territorio nella fase preospedaliera “nell’equipe sanitaria” o come l’affermazione di medico specialista  “unico” sia nella fase “pre” che “ospedaliera” costruendo così con le altre “professionalità dell’emergenza” un sistema complesso integrato ed organizzato in rete.  

COMES promuoverà in toscana queste idee, l’esperienza e le competenze acquisite in anni di servizio nel settore; insieme a FIMEUC troverà occasioni e proporrà iniziative per promuovere una nuova cultura e un nuovo percorso per costruire in Toscana un “NUOVO RINASCIEMENTO” in emergenza urgenza.