23/04/2010

CONSIGLIO NAZIONALE COMES

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VIGARANO  MAINARDA  (FE)

15 MAGGIO 2010

HOTEL ANTICO CASALE

 

PROGRAMMA CONSIGLIO NAZIONALE

consiglio nazionale comes 15 maggio 2010.pdf

04/04/2010

AUGURI DI BUONA PASQUA

IL PRESIDENTE C.O.M.E.S.

CLAUDIO BECORPI

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in occasione delle FESTIVITA' PASQUALI  nell'augurare serenità a tutti gli iscritti e alle loro famiglie, ricorda di programmare la presenza dei soci all'assemblea del 15 maggio 2010 a Vigarano Mainarda (FE) importante occasione per rinnovare l'organizzazione e l'attività della associazione dei Medici di Emergenza Sanitaria.

Sarà l'occasione di rinnovare l'impegno a difesa della figura del medico nel soccorso pre-ospedaliero in Italia; impegno diretto ed insieme con FIMEUC nei confronti delle istituzioni. Una difesa del ruolo e dell'importanza della figura "monospecialista" a garanzia dei percorsi assistenziali anche attraverso la definizione e la programmazione di percorso di aggiornamento e formativo.

Pertanto Si ricorda quanto sia importante per dare forza e mandato al COMES  rinnovare ed aderire all'associazione per l'anno 2010, sottoscrivendo la iscrizione presso i cordinatori provinciali o attraverso il portale www.comesemergenza.it 

 

IL PRESIDENTE  

L'UFFICIO DI PRESIDENZA E I CORDINATORI

AGURANO BUONA PASQUA

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02/04/2010

Gli Atti di violenza a danno degli Operatori Sanitari

Evento Sentinella che richiede misure di prevenzione e protezione

 

La violenza a Scicli (Ragusa) ai danni della Dottoressa, percossa selvaggiamente e violentata nel corso del suo turno lavorativo notturno in qualità di Medico di Continuità assistenziale è un segnale di grave inciviltà, e sottolinea le condizioni di insicurezza, solitudine, rischio e vulnerabilità in cui ancora nel 2010,

lavora il medico di continuità assistenziale”. A dichiararlo è Cinzia Barletta Presidente della Federazione di Medicina di Emergenza-Urgenza e Catastrofi FIMEUC.

 

cinzia.jpgCasi di violenza ai danni degli operatori sanitari sono g troppo numerosi, sia nelle postazioni di Guardia Medica che di Pronto Soccorso, al Sud come al Nord di Italia, anche se mancano statistiche sulla diffusione del fenomeno. Gli infortuni con tipologia aggressione denunciati all’INAIL nel 2005 e accaduti nelle strutture ospedaliere sono stati 429, di cui 195 su medici. I medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono a rischio elevato in quanto si trovano ad operare a contatto diretto con il paziente e devono

gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività sia da parte del paziente stesso che dei familiari spesso in stato di vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo, specialmente se sotto leffetto di alcool o droga.

 

I servizi di Emergenza-Urgenza ed i servizi di continuità assistenziali sono le aree più a rischio. Prosegue Cinzia Barletta -. E il recente episodio (Gennaio 2010) occorso nel Dipartimento di Emergenza di Novi Ligure nel quale il Medico di Emergenza, donna di 37 anni, è stato aggredito con un mezzi taglienti infetti

da un paziente provocando lesioni gravi e permanenti al volto e ad collo con grave rischio anche per la vita ne è testimonianza. Morti in verità ne abbiamo g contati, sempre donne, come in Puglia nel 1999 (Maria Motemuduro) e Sardegna nel 2003 (Roberta Zedda).

 

Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di prevenzione e protezione. Per questo motivo la Società Italiana di

Medicina di Emergenza Urgenza SIMEU, la p rappresentativa delle Associazioni membre della FIMEUC, ha collaborato efficacemente, g nel novembre 2007, alla elaborazione di Linee Guida per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari (www.simeu.it; www.salute.gov.it), emanate dal Ministero della Salute, area del Governo Clinico, Qualità e sicurezza delle Cure. Le raccomandazioni intendono incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi volti a prevenire gli atti di violenza e/o attenuarne le conseguenze negative (Raccomandazione N° 8). A seguito di questo documen to, l’evento sentinella “Morte o grave danno in

seguito a violenza su operatore deve essere segnalato secondo il protocollo di monitoraggio degli eventi sentinella del Ministero della Salute.

 

Gli operatori ospedalieri presentano un tasso di incidenza di aggressione non mortale pari a 9,3 per

10.000 contro un valore di 2 per 10.000 nei lavoratori delle industrie del settore privato.

Molti di questi episodi avvengono allinterno di ospedali, (Pronto Soccorso) strutture territoriali (servizi per

la tossicodipendenza, centri di salute mentale, servizi di continuità assistenziale, servizi residenziali e sociali). Occorre attivare misure di prevenzione per contrastarne loccorrenza.

Numerosi fattori concorrono all’incremento degli atti di violenza :

 

presenza di un solo operatore a contatto con il paziente durante visite, esami, trattamenti o gestione dell’assistenza in luoghi dislocati sul territorio ed isolati, quali i presidi territoriali di emergenza o continuità assistenziale, in assenza di telefono o di altri mezzi di segnalazione e allarme;

laumento di pazienti con disturbi psichiatrici acuti e cronici dimessi dalle strutture ospedaliere e residenziali;

la diffusione dellabuso di alcol e droga;

laccesso senza restrizione di visitatori presso ospedali e strutture ambulatoriali;

lunghe attese nelle zone di emergenza o nelle aree cliniche, con possibilità di favorire nei pazienti o accompagnatori uno stato di frustrazione per limpossibilità di ottenere subito le prestazioni richieste;

ridotto numero di personale durante alcuni momenti di maggiore attività (trasporto, pazienti, visite, esami diagnostici)

mancanza di formazione del personale nel riconoscimento e controllo dei comportamenti ostili e aggressivi;

scarsa illuminazione delle aree di parcheggio e delle strutture.

 

E necessario che ciascuna struttura sanitaria costituisca un gruppo di lavoro, elabori ed implementi un programma di prevenzione della violenza le cui finalità sono:

 

diffondere una politica di tolleranza zero verso atti di violenza, fisica o verbale, nei servizi sanitari e assicurarsi che operatori, pazienti, visitatori siano a conoscenza di tale politica;

incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi;

facilitare il coordinamento con le Forze di Polizia o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari;

assegnare la responsabilità della conduzione del programma a soggetti o gruppi di lavoro addestrati e qualificati e con disponibilità di risorse idonee in relazione ai rischi presenti;

affermare l’impegno della Direzione per la sicurezza nelle proprie strutture.

Il Gruppo di lavoro dovrebbe essere costituito da un rappresentante della Direzione Sanitaria, del servizio Prevenzione e Protezione, Gestione Risorse Umane, Gestione del Rischio Clinico, rappresentante della professione Medica ed Infermieristica individuato tra gli operatori delle aree p a rischio, un addetto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, un rappresentante del servizio di vigilanza

Compiti del gruppo di lavoro sono:

lanalisi delle situazioni operative, al fine della identificazione di quelle a maggiore vulnerabilità;

lesame dei dati relativi agli episodi di violenza verificatisi nella struttura;

la definizione delle misure di prevenzione e protezione da adottare;

l’implementazione delle misure individuate nel programma di prevenzione della violenza.

 

Ma qual è il punto di vista della struttura sanitaria Ospedaliera o territoriale sulle raccomandazioni emanate dal Ministero per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari?

Gli obiettivi descritti sono ritenuti prioritari, utili, raggiungibili?

Le strategie di diffusione di queste raccomandazioni sono state realmente efficaci?

Il Diritto alla salute dei pazienti deve essere strettamente associato al Diritto alla Sicurezza delle cure e degli operatori.

 

“La FIMEUC conclude la Presidente Barletta - si adopererà per migliorare la diffusione delle Linee Guida emanate dal Ministero, per favorire la costituzione dei gruppi di lavoro e la formazione del personale sia nelle strutture di emergenza territoriali che Ospedaliere anche in collaborazione con gli Ordini dei Medici Provinciali e le organizzazioni sindacali.

 

 

FIMEUC

Federazione di Medicina di Emergenza Urgenza e delle Catastrofi